Adozione (dir. int. priv.), in Diritto on line, Treccani, 2013.

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  ADOZIONE (dir. int. priv.)SARA TONOLO  Abstract   Nel sistema italiano di diritto internazionale privato la disciplina internazionalprivatistica dell’adozione si definisce coordinando il Capo V della l. 218/95 (artt. 38 – 1! e la l. s"ll’adozione# l. del  ma$$io 1983# n. 18# come modificata dalla le$$e 31 dicem%re 1998# n. &' e dalla le$$e 28 marzo 21# n. 19. )i tratta di "n coordinamento complesso alla l"ce dei diversi principi c"i si ispirano le fonti considerate# da operarsi tenendo conto del principio $enerale del s"periore interesse del minore. Sommario1.Osservazioni generali. 2.Giurisdizione in materia di adozione.3.La legge applicabile alla costituzione del rapporto.3.1.Il collegamento della cittadinanza.3.2.Il criterio della residenza comune e il collegamento del luogo in cui la vita matrimoniale è  prevalentemente localizzata.3.3.Applicabilità della legge italiana..La legge applicabile ai rapporti tra adottato e !amiglia adottiva.".#iconoscimento dei provvedimenti stranieri di adozione.".1.Il riconoscimento ai sensi della l. adozione.".2.Il riconoscimento ai sensi della l. 21$%&"'.(onti normative).*ibliogra!ia essenziale 1. Osservazioni generali. La disciplina dell+adozione contenuta all+interno della legge italiana di diritto internazionale privato ,artt. 3$ - 1 si inserisce nel /uadro della pi0 complessa regolamentazione dell+adozione disposta dalla l. 1$%1&$3 cos come modi!icata dalla l. )'%&$ in seguito all+adattamento dell+ordinamento italiano alla onvenzione dell+A4a del 2& maggio 1&&3    per la tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale e dalla l. 2551%1&   ,v. sul punto a!ari 6anico #. Considerazioni s"lla n"ova adozione internazionale# in  *iv. dir. int. priv. proc.# 2551 $$" ss.. L+applicazione delle norme di cui agli artt. 3$ - 1 della l. 21$%&" ric7iede pertanto una necessaria opera interpretativa di coordinamento con la disciplina complessiva della materia ,8osconi (. ampiglio .  +iritto internazionale privato e process"ale# 9orino II 2511 p. 25$ e s..Al riguardo pare innanzitutto possibile a!!ermare c7e l+art. 3$ regola innanzitutto gli aspetti classi!icati in dottrina come re/uisiti soggettivi ,ad es. legame matrimoniale degli adottanti di!!erenza di età tra adottante e adottato e oggettivi ,ad es. stato di abbandono del minore a!!idamento preadottivo c7e valgono come condizioni necessarie a!!inc7: il procedimento di adozione possa iniziare e come elementi costitutivi ,ad es. il presupposto negativo della mancanza di /ualità di !iglio naturale di uno degli adottanti in capo all+adottando cui l+ordinamento individuato dalla norma di con!litto riconduce la possibilità di emanazione dell+atto di adozione. ;+  prevista inoltre una disposizione speciale relativamente ai   consensi ric7iesti per l+adozione ,art. 3$ 2< co..Alcune incertezze riguardano invece la dic7iarazione di adottabilità del minore. 9ale dic7iarazione  pronunciata dal 9ribunale per i minorenni costituisce per l+ordinamento italiano un presupposto 1   particolare dell+adozione= essa 7a carattere preliminare rispetto al procedimento di adozione ed è /uindi di!!icile individuare la legge ad essa applicabile perc7: nel momento in cui viene posta in essere non è ancora possibile conoscere l+identità dei !uturi adottanti. La soluzione per tale /uestione pu> tuttavia essere raggiunta tramite l+estensione dell+art. 3) %is  della l. adozione ed il conseguente ric7iamo della legge italiana alla !attispecie della dic7iarazione di adottabilità di minori stranieri c7e si trovino in Italia in situazione di abbandono di competenza dei giudici italiani secondo /uanto prevede l+art. 5 ,9onolo S.  ,rt. 38# in onetti G. 9onolo S. ?ismara (. Commento alla riforma del diritto internazionale privato italiano# 9orino 255& p. 1"5 e ss.. Ad analog7i risultati si giungerebbe peraltro seguendo l+altra soluzione suggerita al riguardo in dottrina e cioè considerando la dic7iarazione di adottabilità come un istituto di protezione dei minori cui si applic7erebbe pertanto la legge di residenza abituale del minore in base a /uanto dispone l+art. 2 c7e ric7iama in materia la onvenzione dell+A4a del ".15.1&'1 sulla protezione dei minori ,*onomi A.  -a disciplina dell’adozione internazionale dopo la riforma del diritto internazionale privato# in  *iv. dir. civ.# 1&&' p. 3)3.Analog7e incertezze concernono l+istituto islamico della afala ,accoglimento del minore da parte di un a!!idatario c7e assume l+obbligo di provvedere al mantenimento all+educazione e alla  protezione dello stesso a!!idatogli tramite autorizzazione governativa provvedimento giudiziale o atto notarile rilevante nella giurisprudenza italiana c7e 7a a!!rontato i casi di concessione del visto d+ingresso in Italia del minore straniero. #ecentemente la assazione 7a e/uiparato la afala all+a!!idamento non avendo tale istituto e!!etto legittimante e non incidendo sullo stato civile del minore ,ass.  novembre 255" n. 213&" in  *iv. dir. int. priv. proc.# 255' p. )&1 e ss.= ass. 25 marzo 255$ n. ))2 ivi 255$ p. $5& e ss.= ass. 1) luglio 255$ n. 1&)3 ivi 255& p. 213= ass. 2$ gennaio 2515 n. 1&5$ ivi 2515 p. 213. @on è da escludersi tuttavia una sua possibile /uali!icazione /uale misura di tutela dei minori secondo /uanto prevede la onvenzione dell+A4a del 1& ottobre 1&&' ,8osconi (. ampiglio .  +iritto internazionale privato# cit. p. 213. 2. i!risdizione in "ateria di adozione. L+art. 5 disciplina la giurisdizione in materia di adozione in maniera completa e organica con ri!erimento sia alla costituzione del rapporto di adozione ,art. 5 1< co. sia ai rapporti personali   e  patrimoniali tra adottante e adottato ,art. 5 2< co..#elativamente al primo aspetto si è rilevato c7e i criteri indicati dall+art. 5 1< co. non valgono soltanto per la pronuncia dell+adozione ma possono essere invocati anc7e per i provvedimenti c7e si inseriscono in modo strumentale nel procedimento di adozione ,dic7iarazione dello stato di adottabilità del minore dic7iarazione di idoneità dei coniugi all+adozione pronuncia di a!!idamento  preadottivo e per la revoca dell+adozione nei casi in cui essa sia consentita dalla legge regolatrice del rapporto ,*onomi A.  -a disciplina dell’adozione# cit. p. 3"&. on particolare riguardo alla revoca si osserva c7e la mancanza di un espresso ric7iamo della stessa nell+art. 5 ,ric7iamo  presente invece del progetto di ri!orma del diritto internazionale privato italiano non pu> condurre ad escluderla dall+ambito d+applicazione dell+art. 5 1< co. avendo meramente portata letterale pur essendo la stessa un evento eccezionale c7e pu> non trovare applicazione /ualora il giudice italiano ravvisi pro!ili di contrarietà all+ordine pubblico ,8osconi (. ampiglio .  +iritto internazionale  privato# cit. p. 21.6er /uanto concerne poi la giurisdizione in materia di rapporti personali e patrimoniali !ra adottante e adottato è opportuno sottolineare c7e l+art. 5 2< co. non pu> ritenersi applicabile anc7e nelle ipotesi di adozione legittimante. i> sulla base delle argomentazioni di logica sistematica c7e concernono l+interpretazione dell+art. 3& con riguardo all+adozione legittimante.I criteri di giurisdizione utilizzati dall+art. 5 delineano in maniera abbastanza ampia la competenza del giudice italiano.6er /uanto riguarda la costituzione del rapporto di adozione si pu> notare c7e l+art. 5 1< co. individua diversi criteri di giurisdizione dei /uali /uello previsto dalla lett. b riguarda 2  esclusivamente le adozioni dei minori stranieri mentre /uelli indicati dalla lett. a operano indi!!erentemente per le adozioni di minori e maggiori.6er la costituzione del rapporto di adozione è dun/ue su!!iciente la cittadinanza o la residenza italiana degli adottanti o anc7e di uno solo di essi ,come nel caso deciso da 9rib. 8inorenni atanzaro 2) settembre 255 in  *iv. dir. int. priv. proc.  255) ))& e ss. oppure la cittadinanza italiana dell+adottando realizzandosi cos l+estensione dei criteri di competenza territoriale previsti dall+art. 2&bis l. adozione per le adozioni legittimanti di minori stranieri alla generalità delle !attispecie di adozione. In!atti in /uesti casi l+art. 2& bis prevede la giurisdizione italiana se l+adozione è ric7iesta da coniugi residenti in Italia nei con!ronti di un minore straniero residente all+estero o da cittadini italiani residenti all+estero nella prima !attispecie è competente il tribunale  per i minorenni del distretto di residenza= nella seconda ipotesi il tribunale per i minorenni del luogo di ultima residenza o in mancanza il tribunale per i minorenni di #oma ,si veda tuttavia App. 8essina decr. ".).2555 in (B 2551 "'3 ss. in cui si dà applicazione al criterio del luogo in cui uno dei coniugi 7a avuto l+ultima residenza nel caso in cui l+altro coniuge non sia cittadino italiano e non abbia mai avuto residenza in Italia.In particolare il ri!erimento dei collegamenti in esame a CunoD degli adottanti pu> consentire di a!!ermare l+operatività dei criteri di giurisdizione in esame anc7e in ordine alle !attispecie di adozioni poste in essere da parte di una persona singola.on la disposizione dell+art. 5 1< co. lett. b viene ampliata ulteriormente la giurisdizione italiana con ri!erimento al caso del minore straniero c7e non residente in Italia vi si trovi in stato di abbandono. #elativamente ai   rapporti personali e patrimoniali tra adottante e adottato l+art. 5 2< co. prevede oltre ai criteri di cui all+art. 3 la circostanza c7e l+adozione si sia costituita in base al diritto italiano collegamento speci!ico per la materia della giurisdizione volontaria nella legge italiana di diritto internazionale privato ,art. &. L+esame dei citeri de!initi dall+art. 5 evidenzia pertanto l+estensione molto ampia della giurisdizione italiana in materia di adozione cui si pensa possa sottrarsi soltanto la domanda di stranieri non residenti nei con!ronti di adottando straniero non presente in Italia. 9ale estensione è suscettibile di alcune critic7e rivolte ad evidenziare il carattere   esorbitante dei criteri previsti dall+art. 5 soprattutto in relazione alla pronuncia diretta di provvedimenti adottivi c7e potrebbero cos incontrare notevoli di!!icoltà per essere riconosciuti all+estero nei paesi con cui la situazione  presenta contatti ben pi0 signi!icativi ,*onomi A.  -a disciplina dell’adozione# cit. p. 3'1.A tale riguardo 7a suscitato non poc7e perplessità l+impiego del criterio di collegamento dello Cstato di abbandonoD circostanza c7e seppur corrispondente all+art. 3) bis della l. 1&$3%1$ appare tuttavia suscettibile di valutazione discrezionale e dun/ue di!!icilmente in grado di individuare il giudice competente con su!!iciente certezza e prevedibilità se non interpretato piuttosto con ri!erimento alla dic7iarazione di adottabilità. #. La legge appli$a%ile alla $ostit!zione del rapporto. L+art. 3$ stabilisce tre diversi criteri di collegamento applicabili in concorso successivo alle diverse !attispecie di adozione ad eccezione dell+adozione legittimante di minore ric7iesta al giudice italiano per la /uale è prevista in ogni caso l+operatività della legge italiana dalla disposizione dell+art. 3$ 1< co. II parte. Occorre inoltre considerare la possibilità del   rinvio ,art. 13 al diritto italiano oppure all+ordinamento di uno Stato terzo ad opera della legge individuata in  base all+art. 3$ ma solo in relazione alle adozioni di maggiorenni e alle adozioni non legittimanti di minori dato c7e in ordine alle adozioni legittimanti resta comun/ue !erma l+applicazione del diritto italiano.3  Sempre con riguardo alle adozioni di maggiorenni la disciplina prevista dall+art. 3$ 1< comma deve essere coordinata con la disciplina dei consensi eventualmente prevista dalla legge nazionale dell+adottando secondo /uanto prevede l+art. 3$ 2< comma. #.1. &  0l colle$amento della cittadinanza.  La cittadinanza dell+adottante o degli adottanti se comune è il primo criterio indicato dalla disposizione in esame. 9ale criterio tradizionale nel sistema italiano di con!litto pone la necessità di con!rontarsi con gli ordinamenti di cittadinanza degli adottanti e /uindi con la possibilità c7e entro gli stessi l+adozione possa essere pronunciata anc7e a !avore di coppie non coniugate ma conviventi. 6er superare tale possibilità occorrerebbe con!igurare le norme dell+ordinamento italiano c7e disciplinano l+adozione prevedendo c7e essa  possa essere pronunciata solo su ric7iesta di coppie coniugate come norme di applicazione necessaria ,art. 1) l. 21$%&" ma tale soluzione pare esclusa dall+incompatibilità della stessa con il  principio generale del superiore interesse del minore. 6ertanto pare possibile la pronuncia in Italia dell+adozione per le coppie conviventi purc7è di sesso diverso al !ine di evitare i pro!ili di contrasto con l+ordine pubblico ,9onolo S.  -e "nioni civili nel diritto internazionale privato# 8ilano 255)  p. 1" ss.= 8osconi (. ampiglio .  +iritto internazionale privato# cit. p. 21".Il collegamento della cittadinanza pone inoltre il problema di vedere se possa darsi luogo alla  pronuncia di un+adozione ric7iesta da un adottante singolo dal momento c7e anc7e se la l. 1&$3%1$ ammette le adozioni di minori da parte di un solo adottante solo in casi particolari e con e!!etti non legittimanti ,sul punto v. orte ost. ord. 12 - 2).3.2553 in  am. +ir.  2553 32) E per un+applicazione di /uesta disciplina con riguardo a un+adottante italiana si v. 9rib. 8inorenni atanzaro 2) settembre 255 in  *iv. dir. int. priv. proc.  255) p. ))& e ss. è possibile c7e  previsioni di segno diverso siano contenute nella legge nazionale o nella legge di residenza dell+adottante ,solo per le !attispecie di adozione non legittimante. i> anc7e alla luce della norma dell+art. '.1 della onvenzione di Strasburgo del 2 aprile 1&') elaborata sotto gli auspici del onsiglio d+;uropa in materia di adozione dei minori ,in vigore dal 2" agosto 1&)' - e sottoposta a revisione con la onvenzione del 2) novembre 255$ non ancora in vigore c7e consente l+adozione da parte di un solo adottante. L+orientamento prevalente nella giurisprudenza italiana attuale si individua nell+a!!ermata possibilità di riconoscere tali adozioni secondo /uanto prevede l+art.  della l. adozione ovvero senza e!!etti legittimanti ,si veda in tal senso ass. 1 !ebbraio 2511 n. 3")2 in  am. dir.# 2511 pag. )51 con nota di Astone 8.  -a deli%azione del provvedimento di adozione internazionale di minore a favore di persona sin$ola = in  oro it.#  2511 c. )2$. @elle ipotesi in cui l+adottante singolo sia apolide o titolare di pi0 cittadinanze sarà comun/ue  possibile individuare la legge applicabile sulla base di /uanto dispone l+art. 1& ' e /uindi !are ri!erimento per l+apolide alla legge dello Stato del domicilio o di residenza e per il pluricittadino alla legge dello Stato con il /uale egli 7a il collegamento pi0 stretto oppure se sussiste a /uella italiana. L+operatività della disposizione dell+art. 1& in base alla /uale la cittadinanza italiana  prevale in ordine alla disciplina di !attispecie in cui siano coinvolti soggetti con pi0 cittadinanze  potrebbe invece creare alcune incertezze applicative in ordine alle adozioni poste in essere da coniugi aventi una comune cittadinanza straniera pur essendo uno di essi cittadino italiano. La dottrina 7a per> escluso in /uesto caso la possibilità di pre!erire la cittadinanza italiana si applic7erà pertanto il criterio di collegamento della cittadinanza comune in /uanto elemento di collegamento pi0 vicino alla materia !amiliare ,9onolo  ,rt. 38# cit. p. 1"1. @ei casi in cui la cittadinanza conduca a un ordinamento plurilegislativo viene in rilievo l+art. 1$ l. 21$%&". #.2.   0l criterio della residenza com"ne e il colle$amento del l"o$o in c"i la vita matrimoniale 4  prevalentemente localizzata. In mancanza di una legge nazionale comune degli adottanti operano   in ordine successivo i criteri di collegamento della residenza comune o del luogo in cui la vita matrimoniale è prevalentemente localizzata evidenziando pertanto la caratterizzazione Ca cascataD della disposizione dell+art. 3$ 1< co. I parte. #elativamente a tale scelta si è giustamente osservato c7e risulta curiosa la previsione della localizzazione della vita matrimoniale come criterio sussidiario rispetto a /uello della residenza dei coniugi nello stesso Stato a di!!erenza di /uanto stabilito dall+art. 2& per i rapporti personali tra coniugi ,*onomi A.  -a disciplina dell’adozione# cit. p. 3'). 9uttavia in linea generale è possibile a!!ermare c7e tale disposizione non produrrà conseguenze pratic7e di rilievo dal momento c7e nel caso in cui i coniugi risiedano nello stesso  paese si dovrà ritenere ivi localizzata la loro vita matrimoniale.Alcune incertezze potrebbero sorgere invece nelle ipotesi in cui i coniugi abbiano pi0 residenze comuni in Stati diversi oppure /ualora essi siano residenti in paesi di!!erenti. In entrambi i casi assumerà rilievo il criterio della localizzazione della vita matrimoniale nell+individuazione della /uale potranno concorrere vari indizi /uali ad es. la durata dei periodi trascorsi presso ogni residenza il carattere eventualmente provvisorio di una residenza il luogo in cui abitano i !igli ecc.. 6er i coniugi residenti in Stati diversi l+accertamento del luogo in cui si svolge la vita !amiliare diventa pi0 di!!icile e basato su indizi di carattere psicologico come ad es. le prospettive di lavoro dei coniugi l+esistenza di una casa di proprietà comune o la decisione di ac/uistarla. #.#. &  ,pplica%ilit della le$$e italiana.  L+art. 3$ stabilisce l+applicazione della legge italiana C/uando è ric7iesta al giudice italiano l+adozione di un minore idonea ad attribuirgli lo stato di !iglio legittimoD ,art. 3$ 1< co. l. 21$%&".Si tratta pertanto di una disposizione c7e ric7iama la disciplina prevista dalla l. 1$%$3 cos come modi!icata dalla l. )'%&$ in ordine a due gruppi di ipotesi da un lato le adozioni dei minori stranieri c7e si trovano in stato di abbandono in Italia e dall+altro le adozioni dei minori stranieri già adottati all+estero o comun/ue provenienti dall+estero per essere adottati in Italia da parte di coniugi italiani ,anc7e se residenti all+estero e di coniugi stranieri residenti in Italia. L+esteso ambito d+applicazione della disposizione in esame riduce pertanto notevolmente l+operatività dei criteri di collegamento previsti dall+art. 3$ 1< co. @on pare possibile seguire l+interpretazione secondo cui il rapporto tra le disposizioni contenute nell+art. 3$ 1< co. va risolto attribuendo priorità e prevalenza alla norma di con!litto tradizionale ,art. 3$ 1< co. I parte al !ine di limitare al massimo l+operatività della c.d. CeccezioneD. Si tratta in!atti di una soluzione contraria alla ratio  della disciplina materiale italiana rivolta esclusivamente ad evitare c7e possano pronunciarsi in Italia adozioni legittimanti sulla base di una legge diversa da /uella italiana ,6icone 6.  -a riforma italiana del diritto internazionale privato# 6adova 1&&$ p. '". Il coordinamento tra le disposizioni in esame va dun/ue raggiunto in altro modo e cioè attribuendo alle stesse un di!!erente campo d+applicazione c7e consenta per> di raggiungere l+uni!ormità di trattamento tra minori italiani e minori stranieri in stato di abbandono in Italia  prevedendo per tutti la sottoposizione a idonee garanzie ,6icone 6.  -a riforma italiana# cit. p. '). Appare allora evidente c7e l+art. 3$ 1< co. I parte si ri!erisce alle adozioni non legittimanti e l+art. 3$ 1< co. II parte regola invece le adozioni legittimanti da pronunciare in Italia. . La legge appli$a%ile ai rapporti tra adottato e *a"iglia adottiva. L+art. 3& ric7iama i criteri di collegamento previsti dall+art. 3$ per regolare i rapporti personali e  patrimoniali   tra l+adottato e la !amiglia adottiva. Sembra pertanto c7e tale disposizione intenda ricondure ad un+unica disciplina tutti gli aspetti del rapporto di adozione senza distinzioni inerenti alle diverse tipologie di adozione ai soggetti adottati e all+oggetto dei rapporti in esame.9uttavia occorre rilevare c7e alcune perplessità sono state mani!estate in dottrina sull+applicabilità della norma dell+art. 3& alle adozioni legittimanti per le /uali l+art. 3$ 1< co. II parte ric7iama come si è visto la legge italiana."
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